È difficile essere motivatrice quando si sta male.

È difficile scrivere “tu non sei il sintomo, non sei quel pensiero” quando quello che sto facendo da due ore è ripetermi “mi gira la testa gira la testa mi gira la testa” e le ultime ricerche su Google sono state “cervicale giramento di testa – sinusite giramento di testa – covid  giramento di testa”.

Il giramento di testa è stato il primo sintomo, il gong della depressione. Dico il Gong perché ci sono stati diversi campanellini che con il frastuono dei miei pensieri non avevo sentito.
Il giramento di testa è perciò un trauma per me, é inconscio non lo voglio ammettere. Il modello che si è creato nella mia mente è giramento di testa = ansia. 
Mentre prima lo associavo alla pressione bassa, un calo di zuccheri, una qualsiasi malattia terminale, adesso riconduco ogni sintomo all’ansia. Che poi è anche una bella parola… Senti come suona bene: ANSIAAAHHH
Ed è tanto bella quanto la merda che si porta dietro. Sono qui che cerco di consolarmi, di essere gentile con me stessa, di comportarmi come farei con un’amica. Sì, perché non appena si affaccia l’ansia divento dura con me stessa, mi tratto male. Perché al posto di cambiare modello sono qua a dare ascolto ancora una volta a questa maledetta.
Che poi boh, maledetta non saprei: mi ha dato modo di scoprire quanta forza ho dentro. Una forza che da fuori non si può vedere; il muscolo della consapevolezza è visibile solo a chi ti è vicino e a chi c’è passato.
Devo fare quello che in PNL si chiama reframing e cambiare cornice ai quadri della mia mente.
Ma di questo ne parlerò in un post a parte, adesso volevo solo sfogarmi!
Buona ansia a tutti.